|
LA BATTAGLIA DI MONTAPERTI

Nel 1260 Siena godeva di una prosperità
come non mai. Questa inattesa fortuna era dovuta alla via Francigena,
che passava proprio attraverso il territorio dalla repubblica
senese. La città si era arricchita grazie ai dazi che
venivano imposti ai viaggiatori, ai guadagni delle numerose
strutture recettive per viandanti, e al commercio che era in
forte espansione.
Nei loro traffici sui mercati europei,
i Senesi si trovarono ben presto in aperta concorrenza con
i banchieri e i mercanti fiorentini. Furono numerose le guerre
sostenute tra il 1200 e il 1250 tra Firenze guelfa e Siena
ghibellina, battaglie che però non erano riuscite a
determinare un vincintore! La resa dei conti ci fu nella battaglia
del 4 settembre 1260 a Montaperti, dove l'esercito
fiorentino venne annientato da quello senese.
Nel 1258, a Firenze i guelfi succedettero
ai ghibellini esiliando da Firenze le principali famiglie
della opposta fazione, che trovarano rifugio nella Siena ghibellina.
Gli animi delle due città, già in fervore, si
scaldarano a dismisura e culminarono in un'azione militare
senza precedenti: era il 1260! I fiorentini,aiutati da molti
alleati toscani, iniviarono contro Siena un potentissimo esercito
composto dal almeno 35.000 militari, armati di tutto punto.
Nel disperato tentativo di difendersi da questa orda assassina,
i senesi invocarono l'aiuto del ghibellino Manfredi (Re di
Sicilia) che riuscì però ad inviare solo un
modesto esercito di cavalieri tedeschi! Siena si trovò
a combattere contro la ben organizzata potenza fiorentina
con un modesto numero di uomini: 20.000 unità, molte
delle quali arruolate in fretta e furia tra il popolo delle
contrade. Fu un momento tremendo per Siena e la situazione
sembrò volger al peggio! Ma i senesi, grazie anche
ai numerosi appoggi ghibellini, ordirono un piano, così
ben fatto da rimanere immortalato anche nei versi della Divina
Commedia di Dante!
I due eserciti si scontrarono sulla collina
di Montaperti di mattina: era il 4 settembre 1260. La lotta
durò tutto il giorno e fu sanguinosissima: i fiorentini,
malgrado la loro supremazia numerica, non riuscirono a schiacciare
i ben più risoluti senesi. Verso la sera i fiorentini
erano ormai esausti e fu allora che scattò l'ingegnoso
piano! Un manipolo di senesi guidati dal Conte d'Arras lanciarano
un modesto contrattacco: agli occhi dei comandanti fiorentini
dovette sembrare un atto disperato e gli dettero poca importanza!
Ma ben presto si accorsero che era solo l'atto iniziale del
piano che li avrebbe annientati! Infatti questo attacco era
il segnale per il fiorentino Bocca degli Abati, che, anche
se dietro le schiere degli invasori, era di credo ghibellino!
Appena vide il conte muovere verso di lui, Bocca, con un deciso
colpo di spada, tagliò la mano al vessillifero che
portava lo stendardo della cavalleria fiorentina facendolo
volare a terra. Al tempo gli stendardi erano di basilare importanza
sia per indicare ai militari dove era il loro comandante sia
per distinguere tra alleati e nemici (spesso vestiti con gli
stessi colori!). Col cadere dello stendardo le truppe fiorentine
furono prese dal panico perchè non seppero più
dove dirigire il loro attacco. In questo scompiglio generale,
centinaia di ghibellini fiorentini, nascosti tra le fila dell'orda
guelfa, ne approfittarono per scagliarsi ferocemente contro
i loro stessi concittadini dell'opposta fazione. Allo stesso
tempo l'esercito senese, anche se esausto e decimato, mosse
con inaudita determinazione contro l'oppressore, conquistando
una schiacciante vittoria rimasta immortalata nei secoli!
Si calcola oggi che alemeno 15.000 fiorentini persero la vita
durante questo scontro!
|