il Palio di Siena
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Il Palio di Siena è una competizione fra le contrade
di Siena nella forma di una giostra equestre di origine medievale
che si svolge due volte l'anno: il 2 luglio si corre il Palio
di Provenzano (in onore della Madonna di Provenzano) e il
16 agosto il Palio dell'Assunta. In occasione di avvenimenti
eccezionali (ad es. la conquista della Luna da parte dell'uomo)
o di ricorrenze cittadine o nazionali ritenute rilevanti e
pertinenti (ad es. il centenario dell'Unità d'Italia)
la comunità senese può decidere di effettuare
un Palio straordinario, tra maggio e settembre.
Sia il cavallo che il fantino sono
vestiti con i colori e le insegne della contrada: Aquila,
Bruco, Chiocciola, Civetta, Drago, Giraffa, Istrice, Leocorno,
Lupa, Nicchio, Oca, Onda, Pantera, Selva, Tartuca, Torre e
Valdimontone.
storia
Secondo
alcune fonti, fu in ricordo della memorabile battaglia di
Montaperti e dello scampato pericolo che i senesi decisero
di indire il famoso Palio, oggi, probabilmente, la festa storica
più importante d'Italia. Questa interpretazione viene
attualmente considerata di scarso fondamento storico.
La corsa del Palio prende il nome, e non
solo a Siena, dal premio: il Palio, dal latino pallium (mantello
di lana), era in genere un drappo di stoffa molto pregiata
che veniva utilizzato per gli scopi più svariati. A
Siena, in genere, era destinato alla chiesa del rione vincitore.
Poteva essere utilizzato sia come arredo per la chiesa stessa,
o per altri scopi analoghi. Un pallium cinquecentesco sembra
abbia decorato fino a non moltissimi anni fa l'altare della
Chiesa di San Giuseppe, della Contrada Capitana dell'Onda.
È dal Settecento che si afferma lidea del Palio-dipinto
(il più antico conservato a Siena, presente nel museo
della contrada dellAquila, risalente al 2/7/1719) e
solo dopo la Seconda guerra mondiale che a dipingerlo vengono
chiamati non più i bravissimi artigiani senesi (vedi
Federigo Joni e i falsari senesi di inizio Novecento) ma pittori
di fama nazionale e internazionale.
Tra i vari spettacoli e competizioni, nel
XVI secolo si va lentamente affermando il Palio alla tonda,
quello che conosciamo anche oggi. Questo si accentua dopo
il 1555, anno in cui termina la guerra di Siena e la città,
sconfitta, si richiude in sé stessa sfogando il peso
della perdita della libertà nei giochi e nelle celebrazioni
al suo interno.
Il vero elemento scatenante
del Palio moderno sta probabilmente in un episodio avvenuto
durante l'occupazione fiorentina e spagnola della città.
Verso la fine del Cinquecento una famosa Pietà conservata
in un tabernacolo nel rione dove aveva abitato Provenzano
Salvani, che si diceva essere stata posta nella sua collocazione
da Santa Caterina tre secoli prima, fu oltraggiata da un soldato
spagnolo. Forse in preda all'alcool, egli sparò alla
statua, rimanendo ucciso dall'esplosione del suo stesso archibugio.
Era il 2 luglio e, per commemorare il miracolo fatto dalla
Vergine protettrice di Siena contro gli occupanti, i cittadini
cominciarono di anno in anno a celebrare con sempre maggiore
sfarzo l'anniversario. Tra le varie celebrazioni, fu naturale
inserire una corsa del Palio. Nel 1611 fu anche innalzata
la Basilica di Provenzano che custodisce ancora oggi quello
che resta dell'immagine sacra oltraggiata, la Madonna di Provenzano.
La corsa oggi
La corsa, una delle
più antiche al mondo, si svolge nella piazza centrale
di Siena, Piazza del Campo. Ad ogni Palio partecipano
solo dieci Contrade tra le diciassette totali, scelte a sorte
e secondo un turno che va di luglio in luglio e di agosto
in agosto. Il meccanismo è il seguente:
*
corrono di diritto le sette Contrade che non hanno corso il
Palio corrispondente dell'anno precedente;
* un mese prima del Palio (l'ultima domenica di maggio per
il Palio di luglio e la prima domenica dopo il Palio di luglio
per il Palio d'agosto) vengono estratte a sorte tre Contrade
che vanno a completare il lotto di dieci;
* le altre sette vengono estratte per stabilire l'ordine di
sfilata nel Corteo storico e parteciperanno di diritto al
corrispondente Palio dell'anno successivo (mantenendo questo
ordine di estrazione).
Il Palio viene vinto dal cavallo, con o
senza fantino, dopo che per primo abbia compiuto tre giri
della piazza in senso orario (la 'vulgata' dice "a condizione
che questo porti sulla fronte la spennacchiera, cioè
la coccarda con i colori della Contrada per la quale sta correndo";
in realtà essa ha solo valore decorativo e di aiuto
visuale, vedi art. 70 del Regolamento del Palio). La partenza,
o mossa, si trova all'altezza del vicolo della Costarella
dei Barbieri. La linea d'arrivo, segnalata da un bandierino,
è nella stessa zona, pur non coincidendo esattamente
con la linea di partenza. Il premio per la Contrada è
il palio, o drappellone o cencio, stendardo rettangolare di
seta dipinto sorretto in verticale su di un'asta alabardata
bianca e nera e sormontato da un piatto d'argento e con due
pennacchi bianchi e neri che scendono lateralmente. Il palio
resta di proprietà della Contrada, così come
l'asta e i pennacchi. Il piatto viene riconsegnato al Comune
di Siena prima dei due Palii dell'anno successivo, dopo aver
inciso il nome della Contrada e la data della vittoria nella
parte posteriore. Esiste un piatto d'argento per il Palio
di luglio e uno per il Palio d'agosto. I piatti vengono rinnovati
all'incirca ogni dieci anni.
Nel
pomeriggio, prima della corsa, dal Duomo alla piazza si snoda
la passeggiata storica durante la quale sfilano sia i mazzieri,
i figuranti e i cavalieri rappresentanti il Comune e le istituzioni
storiche cittadine sia le comparse delle Contrade i cui figuranti
indossando le monture (costumi) con i colori della propria
Contrada, la Patria dei senesi.
Dopo il corteo storico (alle diciannove
e trenta a luglio, alle diciannove ad agosto), i fantini si
avvicinano alla mossa uscendo dall'Entrone, l'ingresso del
cortile del Palazzo comunale, e si portano nella zona della
partenza. A questo punto, il Mossiere, giudice unico della
validità della partenza e situato su un palco detto
verrocchio, riceve una busta contenente l'ordine di allineamento
ai canapi, due lunghe corde che delimitano la zona di partenza.
Per
accedere alla zona tra i due canapi, la corda posteriore è
più corta ed è sorretta da un meccanismo chiamato
verrocchino; in questo modo viene lasciato uno spazio attraverso
il quale i cavalli fino al nono possono entrare e quello sorteggiato
di rincorsa può determinare il momento di partenza
(vedi sotto). L'ordine è segreto fino all'ultimo momento
e viene determinato con un meccanismo automatico: l'ordine
della mossa viene conosciuto solo pochi minuti prima di queste
operazioni dai tre Deputati della Festa, i fiduciari del Comune
nominati di Palio in Palio, garanti e responsabili del corretto
svolgimento della Festa.
La corsa, a quel punto, potrà prendere
il via solo quando i primi nove cavalli risulteranno allineati
di fronte al canape: solo a quel punto la rincorsa (il fantino
che cavalca l'ultimo cavallo estratto) potrà entrare
tra i canapi già al galoppo e dare il via alla corsa.
La capacità del mossiere sta nel riuscire a percepire
questa intenzione e sganciare con un pedale il canape anteriore
con il giusto tempismo.
È comune che strategie, veti incrociati, tentativi
di raggiungere accordi rendano le fasi della mossa assolutamente
incomprensibili ai profani del Palio. Di rado la partenza
avviene in pochi minuti.
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